giovedì 2 dicembre 2010

kaatsu

Non è una parolaccia ma una (non so veramente come definirla) disciplina, sport, attività, che due amiche di Tokyo mi hanno descritto come la cosa che ti fa veramente stare bene, ti rimette al mondo dopo una giornata di stress e fatica, oltre al fatto che fa anche dimagrire. E allora come non provarla? Appuntamento al centro fitness di Ebisu alle 19. Trainer personale che mi sembrava di essere entrata dal vivo nella nintendo wii fit plus! Il trainer mi parla e io non capisco nulla se non che mi potrebbero venire dei pallini rossi dove mi metterà le cinture strette ma che questi se ne andranno al massimo in tre/sette giorni (come ho fatto a capirlo non chiedetemelo!). E si comincia. L'assistente del trainer (eh si, c'è anche lei...) pulisce con uno straccetto e il liquido antisettico la pedana di una macchina dove appoggerò i miei piedi. Misurazione del peso (quello è chiaro, con la forza di gravità) e di non so cosa altro del mio corpo, massa grassa, forza muscolare, indici di non so che cosa. Mi sono sempre chiesta come queste macchine facciano a prendere queste misure, solo perché tu stringi due manopole, e rimane ancora un mistero. Secondo me, c'è un algortimo che da i valori a caso! Ad ogni modo torniamo al kaatsu. Il mio trainer mi mette delle cinture alle braccia, come quelli per misurare la pressione. E probabilmente misura anche quella. Sono attaccati ad una macchina che registra anche lei non so cosa. Il trainer commenta tutti i valori che ha sputato la prima macchina che pesa e da i valori a caso e dice (o meglio capisco) che ho una buona forza ma devo migliorare nel grasso (troppa massa grassa?). Tutto questo mentre quelle cinture alle braccia continuano a stringere. E a questo punto il trainer mi dice che devo cominciare a fare degli esercizi con le braccia. Io lo guardo e rido... ma come con questi cosi al braccio che hanno già fatto diventare paonazze le mie manine? Ebbene si. Il kaatsu consiste nel fare esercizi con le braccia senza il sangue che scorre, ma è bloccato a monte dal laccio. Non vi dico la fatica e il dolore. E il trainer che contava in giapponese: ichi, ni, san... veloce fino a dieci e poi di nuovo per tre volte! Senza tregua e le mie mani sempre più violacee. Finito questo calvario, il trainer molla finalmente i lacci. Provo una sensazione di scorrimento e rinascita e ricomincio a muovere le dita delle mani con naturalezza e senza fatica. Non è finita, ci sono anche le gambe... stessa operazione di blocco del sangue con due lacci all'inizio delle cosce. Stessa sensazione di impotenza e si cominia: ichi, ni san, piegamenti,... ichi, ni san, sollevarsi sulle punte dei piedi, ichi, san, sollevare i tacchi. Ci spostiamo sempre con i lacci alle gambe alle macchine. Vi lascio immaginare il mio portamento. Ichi, ni, san, piega le ginocchia... Qui non potevo vedere il colore dei miei piedini, ma lo immaginavo. Comunque finito anche questo calvario, comincia la redenzione e il mio trainer, mi porta in un'altra sezione dove mi fa sdraiare e appoggiare le gambe su una macchina che vibra, prende un pallone gigantesco e me lo pigia prima sulle cosce, poi sulle gambe poi sul sedere... dopo il kaatsu, una rinascita. Infine, e qui viene il bello. Lo stretching. Ora, io ho sempre fatto stretching, ho anche preso un libro da giovane e me lo facevo a casa, l'ho fatto durante i corsi di yoga. Non avevo mai fatto stretching con il trainer che ti "stretcha" lui. Tutti i muscoli delle gambe e delle braccia e della schiena, erano praticament stirati e allungati dal trainer, che mi diceva "relax". Tutto questo è durato 45 minuti.
Il mio trainer mi ha riaccompagnato alla reception e mi ha salutato, con una serie infinita di inchini scusandosi per non aver saputo parlare in inglese molto bene. Io nel mio giapponese (e inglese) minimo gli ho risposto "don't worry, ii des" che significa "don't worry, va bene così"
Credo proprio che lo rifarò, anche perché non mi è venuto nessun pallino rosso ne sulle braccia ne sulle gambe...
Per saperne di più ecco provate a fare una ricerca su google con kaatsu training.
E tra qualche anno quando il kaatsu sarà praticato nella più in delle palestre ci risentiremo!

mercoledì 24 novembre 2010

Foto per l'istituto

Al lavoro quest'anno grossa novità. C'è Megumi san che sa l'italiano. E' stata in Italia quando aveva 6 anni per tre anni e lo parla discretamente. Lei dice come il calciatore Nakata, a me sembra meglio perchè ci capiamo perfettamente.

Al lavoro mi hanno fatto la foto con dietro la montagna sacra da mettere sul giornalino dell'istituto... E' arrivata Megumi san con la caporedattrice del giornale di diffusione dell'istituto dove lavoro
http://www.ism.ac.jp/
e hanno deciso che ara bello farla sul balcone con dietro il Fuji-san dato la splendida giornata (piccolo inciso: qui si viaggia ancora sui 15-18 gradi).
Non potete immaginare il ridere con le due signore che mi facevano mettere in posa, continuavano ad inchinarsi ad ogni scatto (e ne hanno fatto tanti perche' io avevo il sole in faccia e chiudevo gli occhi ;)) e poi erano tutte orgogliose del loro lavoro e me lo mostravano facendo ancora inchini...
Appena la pubblicano sul giornale la inserirò sul blog!

Tokyo Ristorazione

Eccomi di nuovo a Tokyo dopo più di un anno.
Ho lasciato Milano e la scuola dei miei figli per un mese e mezzo di lavoro a Tokyo. A Milano c'è Milano-Ristorazione. A Tokyo non
c'è Tokyo Ristorazione!
Scuola di Ludo e Lucia: per il pranzo abbiamo lasciato dei soldi al maestro e sono andati con lui a prendere qualcosa al supermercato di fronte a scuola! Qui trovi le lunch box per tutti e per tutti i gusti! Notare che Ludo ha speso 120 yen (circa 1 euro) per una scatola di ramen e lucia 176 yen (circa 1.50 euro) per due triangolini di riso con il pesce dentro e avvolti nell'alga! Questa e' Tokyo Ristorazione: per tutti, vicino a tutti e con prezzi alla portata di tutti!
Adoro questo paese...